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Carlos Moedas collega i puntini: SME Instrument e Open Innovation

Riemergo oggi da un’intensa settimana pisana. Più di 300 studiosi di management dell’innovazione sono arrivati alla Scuola Superiore Sant’Anna per l’annuale incontro dell’R&D Management Conference.

Oggi sto cercando di fare il punto su quanto mi sono perso, immerso nella discussione con i miei colleghi, e porto la vostra attenzione su una notizia particolarmente interessante che arriva da Bruxelles. Lunedì 22 giugno, nell’ambito della conferenza “Opening up to an ERA of Innovation”, il Commissario Carlos Moedas ha tenuto un importante discorso intitolato: Open Innovation, Open Science, Open to the World.

Il Commissario per la Ricerca, Scienza e Innovazione ha identificato in questo breve ma intenso contributo le tre sfide per una nuova ripartenza, sottolineando 1. la rilevanza dell’impresa che nasce dalla scienza e dalla tecnologia, 2. la necessità di sviluppare ulteriormente certi ambiti su cui la ricerca europea è in ritardo e 3. l’opportunità che l’Europa riesca ad ottenere un maggiore peso nella science & technology diplomacy.

Potete leggere il testo integrale del discorso del Commissario qua.

Per quanto mi riguarda, il passaggio fondamentale è relativo (pensa un po’..) all’Open Innovation. Perché c’è una novità fondamentale.

Reinterpretando la definizione di Henry Chesbrough & Marcel Bogers di Open Innovation, e il lavoro della Open Innovation 2.0: “Open innovation is about involving far more actors in the innovation process, from researchers, to entrepreneurs, to users, to governments and civil society” il Commissario aggiunge due elementi di policy che condivido e che vi ripropongo (il grassetto l’ha aggiunto lui.. io lo lascio..):

  1. I would like to address this problem head on through the development of one or several European Fund of Funds that will invest in new generations of great European innovative companies.

 

  1. I plan to introduce a “seal of excellence” for applicants that are evaluated as excellent but cannot obtain financing from Horizon 2020, to help them access Structural Funds. This will start with applicants to the SME instrument.

Il Commissario ha colto alla perfezione le sinergie tra Open Innovation Strategy e SME Innovation Instrument. A questi due propositi di Moedas, io non ho da aggiungere altro se non:

  • chiedere: aumentiamo il budget dedicato allo strumento? Ho già ricordato in un mio recente pezzo su Nòva che al momento un quarto di tutte le domande di Horizon2020 incidono sullo strumento SME che di fatto assegna circa il 7% del budget.
  • ricordare: l’Italia sta facendo la parte del leone su questo strumento, con più del 20% di tutte le domande pervenute a EASME (si veda la mia presentazione all’Ambasciata Italiana a Washington del mese scorso).

Mentre il Commissario teneva questa relazione e collegava in maniera esplicita il concetto di Open Innovation con lo strumento SME, a Pisa io intrattenevo il papà dell’Open Innovation, Henry Chesbrough, che in un workshop dedicato ai responsabili innovazione di alcune delle principali aziende italiane ha evidenziato gli aspetti salienti di uno dei suoi ultimi lavori: “From Open Science to Open Innovation” che ho recensito qualche tempo fa su questo blog.

Inoltre nell’ambito della R&D Management conference sono emersi diversi temi che a mio giudizio completano il discorso del Commissario Moedas. Ve ne segnalo quattro, rimandandovi alle slide degli interventi dei principali speaker della conferenza:

  • Henry Chesbrough ha sottolineato che l’open innovation non è una religione.. ma bensì un approccio strategico, e nella sua relazione ha identificato i principali ambiti di ricerca su cui noi studiosi di Open Innovation dovremmo concentrarci nel corso dei prossimi anni.
  • Nicola Redi di Vertis ha identificato luci ed ombre del settore della finanza di rischio, sottolineando le sinergie tra venture capital e corporate venturing, facendo così eco alle parole di Moedas: “There is far less venture capital in Europe, and venture capital funds do not have the scale or scope to grow companies from early stage to mid-cap and from mid-cap to global players
  • Gianfranco Zaccai di Continuum Innovation ha splendidamente sottolineato come innovazione non è sinonimo di tecnologia, ma partendo dalla tecnologia, un concetto di design che mette al centro l’utente, crea valore nascondendo la complessità tecnologica di una nuova soluzione.
  • Gary Pisano, autore del recente & brillante pezzo su Harvard Business Review You need an innovation strategy ha elegantemente ripreso il concetto di strategia, sottolineando che il rischio di impresa è sinonimo di scelte, e che dunque l’innovazione si manifesta anche (e soprattutto) tramite modelli di business innovativi.

Open innovation, venture capital, design e modelli di business. Ingredienti centrali per portare sul mercato tutto quello che di buono la scienza e la tecnologia produce. “Le aziende che rischiano e innovano rappresentano storie da raccontare e da analizzare” ha concluso l’organizzatore della conferenza Andrea Piccaluga, che ci ha salutato invitandoci a perseguire con rigore la nostra attività di ricercatori, ma anche ad andare oltre al numero per mettere in risalto i contenuti più qualitativi della nostra analisi. “Solo così come accademici potremo essere utili ad imprese e istituzioni“.Sono d’accordo: e parafrasando Moedas suggerirei proprio di cominciare andando ad analizzare le strategie di Open Innovation messe in campo dalle aziende protagoniste dell’SME Innovation Instrument.

Sempre graditi i vostri commenti