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Chongqing torna a guardare avanti… e pensa anche a noi!

 

chongqing view

La Municipalità di Chongqing e i suoi distretti stanno tornando lentamente alla normalità: dopo due mesi di chiusura delle attività e di isolamento per i cittadini, si intravedono ora spiragli per un ritorno prudente alla vita. L’epidemia non ha intaccato l’energia e l’operosità dei suoi abitanti, il cui spirito e determinazione ribolle come il tipico piatto dell’Hotpot.

La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e’ presente a Chongqing da oltre dieci anni, grazie alla partnership con la Chongqing University. Dalla firma del MOU del 2004 sono nate due realtà: l’Istituto Confucio di Pisa e l’Istituto Galileo Galilei, che invece si colloca nel campus della Chongqing University. Negli anni la collaborazione ha permesso di aumentare la conoscenza reciproca, favorire il dialogo, e di permettere a centinaia di persone di creare un rapporto professionale e di amicizia duraturo e fruttuoso. Per questo motivo la situazione di Chongqing ci sta particolarmente a cuore, e facciamo il tifo per un recupero rapido della normalità.

Chongqing si colloca nel cuore della Cina Occidentale, il suo centro finanziario di Jiefangbei è posizionato sulla penisola creata dalla confluenza del Fiume Azzurro con lo Jialing: una sorta di Manhattan sullo Yangtze. Allo scorso 1 aprile , secondo la Chongqing Municipality Health Commissionon, si erano registrati un totale di 579 casi Covid confermati, di cui 6 morti, 570 guariti e due casi “importati” dall’estero. La maggior parte di questi si trova nel distretto di Wanzhou, mentre in quello di Shapingba, dove si trova la sede dell’Istituto Galilei, sono stati riscontrati solo 9 casi ufficiali. Questi sono dati sorprendenti, in quanto registrati in una megalopoli di trenta milioni di abitanti a 900 chilometri da Wuhan. Sono numeri che possono sia far riflettere sull’efficacia delle misure di isolamento sociale adattate, che discutere sulla correttezza delle rilevazioni ufficiali.

Lasciando però da parte questo dibattito, il dato di fatto rimane che, come riportato dal sito del Governo di Chongqing, dal 24 marzo il livello di risposta emergenziale è stato degradato di un ulteriore livello, dal secondo al terzo. I cittadini cinesi in possesso di un certificato medico di buona salute provenienti da altre province della Cina che si recheranno a Chongqing non dovranno più essere messi in quarantena. Non si registrano nuovi casi di Covid dal 25 febbraio scorso, e il 15 marzo è stato dimesso l’ultimo paziente ospedalizzato.

andamento virus

La curva dell’epidemia nella Cina occidentale, come evidenziato nel grafico del Consolato generale d’Italia di Chongqing, mostra in particolare come le quattro province di cui il Consolato ha la gestione (Municipalità di Chongqing, Province del Sichuan, dello Yunnan e del Guizhou) abbiano vissuto il picco della curva verso la metà circa di febbraio, con Chongqing e il Sichuan che hanno visto il numero maggiore di casi. La curva e poi scesa in modo importante nelle settimane successive.

Le testimonianze da Chongqing

Dario Lovato presso lo studentato della Chongqing University
Dario Lovato presso lo studentato della Chongqing University

 

Le misure di isolamento sociale prese dalle autorità di Chongqing sono state molto serie, l’unico nostro studente italiano rimasto in città, Dario Lovato, ci ha raccontato di essere rimasto confinato nel campus (molto verde e accogliente… ma comunque..) per quasi due mesi, con limitatissime opportunità di uscire per fare la spesa. “Chi vive in dormitorio all’interno del campus si confronta anche ora con regole stringenti.” ci ha raccontato Dario, che ha comunque testimoniato un progressivo allentarsi di queste norme. “Per uscire dal campus è necessario richiedere con un giorno di anticipo un permesso speciale, rilasciato per un massimo di due volte a settimana. All’esterno del campus la grande maggioranza degli esercizi commerciali hanno ripreso l’attività, ma si controlla scrupolosamente la temperatura corporea, e si registra nominativo e numero di telefono dei clienti. Nonostante l’allentamento delle misure restrittive i canali mediatici sottolineano giornalmente l’importanza di indossare le mascherine, lavare attentamente le mani, mangiare maggiori quantitativi di verdura”.

La delegazione dell’Istituto Galilei lo scorso dicembre a Chongqing. Il Professor Liu e’ il terzo da destra
La delegazione dell’Istituto Galilei lo scorso dicembre a Chongqing. Il Professor Liu e’ il terzo da destra

 

Abbiamo raccolto anche la testimonianza di un nostro caro amico, il Professor Liu Wei, ordinario di Innovation Management e Direttore del dipartimento di Management della School of Economics and Business Administration. “L’Università è ancora chiusa” ci ha detto il Professore “ma stiamo lavorando comunque da casa e fornendo ai nostri studenti la possibilità di seguire lezioni online. Sono uscito per la prima volta dallo scoppio dell’epidemia lo scorso venerdì, per un incontro di lavoro. La maggior parte dei negozi che ho visto erano aperti, mentre da questa settimana sono ripartiti anche diversi ristoranti, anche se ancora non molte persone escono per cena. Il traffico per le strade è tornato alla normalità. Diversi amici imprenditori  mi hanno comunicato che ora è di nuovo possibile spostarsi attraverso il Paese” Liu ha poi chiosato “sono fiducioso che l’Università possa tornare presto alla normalità, e che i progetti di collaborazione accademica tra Sant’Anna e Chongqing University riprendano vigore”.

Altri nostri colleghi, come la Professoressa Li Jing, che per diversi anni ha diretto l’Istituto Confucio di Pisa,  ci hanno descritto una vita “di balcone” e di quartiere, con possibilità di muoversi limitatamente a poche centinaia di metri da casa.

Collaborazione tra Chongqing e Italia

Con particolare riferimento alla città di Chongqing, c’è da segnalare un aneddoto interessante: l’ospedale centrale di emergenza medica di Chongqing è stato costruito congiuntamente con l’aiuto del governo italiano nel 1988, ed è diventato in seguito un ospedale affiliato dell’Università di Chongqing (ora chiamato “Chongqing University Central Hospital”). Il Central Hospital si è distinto nell’aiuto alla Provincia dell’Hubei, e in particolare nella città di Xiaogan (湖北省孝感市). Il 26 gennaio 2020 l’ospedale ha infatti inviato un team medico nella città’, che è rimasto fino ai primi di marzo, quando la situazione si è normalizzata.

In questa crisi che sta colpendo in modo significativo l’Italia, Chongqing dimostra generosità e vicinanza al nostro Paese. Parte dei dispositivi spediti nel nostro Paese la scorsa settimana tramite l’Ambasciata sono stati infatti donati dalla municipalità. L’aereo partito la scorsa settimana dall’Aeroporto Internazionale di Pechino Capitale e atterrato a Milano aveva a bordo 155 ventilatori polmonari, 1.100.000 mascherine di tipo FFP2 e N95, 305.000 mascherine monouso, 205.000 guanti di lattice, 1.000 kit diagnostici e altrettante tute protettive. Si tratta di materiale in parte acquistato dalla Protezione Civile, in parte donato dal Governo cinese e da diverse aziende (Pirelli, Bank of China, China Construction Bank e China Development Research Foundation).” Altre donazioni importanti negli ultimi giorni sono state quelle da parte dei Distretti di Beibei e Yongchuan.

Una foto dell’incontro della delegazione NETVAL e gli ex studenti del DBA a Chongqing dello scorso marzo 2019.
Una foto dell’incontro della delegazione NETVAL e gli ex studenti del DBA a Chongqing dello scorso marzo 2019.

 

Per quanto riguarda Pisa, si sono mobilitati diversi dei nostri colleghi (incluso il Prof Liu Wei e la Prof Li Jing),  docenti dell’Università di Chongqing con cui negli anni abbiamo collaborato, ma anche amici dell’Istituto Galileo Galilei ed ex-studenti che hanno frequentato corsi di medicina, ingegneria e management al Sant’Anna. Ieri è arrivata a Pisa una donazione da parte degli alumni del “Doctorate of Business Administration”, iniziativa di formazione executive promossa dall’Istituto di Management della Scuola in collaborazione con la Grenoble Ecole de Management e la Chongqing University (avevamo incontrato molti di questi manager insieme a Netval esattamente un anno fa nel corso di un evento sul trasferimento tecnologico). A testimonianza dell’affetto e riconoscenza, mai venuti meno, trenta studenti hanno raccolto 8000 euro per l’acquisto di 5000 mascherine KN95. Sono stati protagonisti di questa operazione in particolare Deng Hua e Zhang Yiqing, che hanno coordinato le donazioni e gestito la spedizione dei materiali. A loro e a tutti gli amici di Chongqing va il nostro sentito ringraziamento. Ci rivedremo presto!

Di Marco Bonaglia, Alberto Di Minin, Anna Facchinetti e Alessandro Zadro