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Gli Addetti Scientifici: una figura importante a servizio della ricerca e della diplomazia

Sono professionisti, accademici e ricercatori. Sono viaggiatori, innovatori e sognatori. Sono i nostri Addetti Scientifici, che rispondendo ad un bando pubblico prendono servizio nelle nostre ambasciate e consolati in giro per il mondo. Questa è una figura a cui chi vi scrive è parecchio affezionato, avendo avuto modo di lavorare con loro in diversi angoli del pianeta, da San Francisco a Chongqing. Il loro è un mestiere difficile: devono muoversi in contesti stranieri, a volte molto distanti dal sistema della ricerca italiano. Sono il risultato di un lavoro di coordinamento tra diversi ministeri (MUR e MAECI innanzitutto), il ché non è sempre semplice e per di più affiancano operazioni di diplomazia scientifica senza essere diplomatici di carriera. Il tutto confrontandosi con partner stranieri spesso meglio finanziati e più strutturati. Nonostante queste difficoltà è fondamentale riconoscere a queste persone e ai loro uffici il ruolo chiave di essere le terminazioni periferiche del nostro sistema della ricerca e dell’innovazione. Lo scorso 26 novembre il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea), ha organizzato la consueta conferenza annuale degli Addetti Scientifici. Intitolato “Diplomazia Scientifica e Promozione Integrata”, questo seminario ha rappresentato un momento per tirare le somme rispetto alle attività di promozione della ricerca italiana (in un anno così particolare), ma anche  per informare gli Addetti in merito ai punti di forza della ricerca e dell’innovazione italiana .

La sessione di apertura, coordinata dal Direttore Generale DGSP l’Ambasciatore Lorenzo Angeloni, ha visto gli interventi del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio, del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, del Ministro dell’Innovazione Tecnologica e della Digitalizzazione Paola Pisano, e del Segretario Generale della Farnesina l’Ambasciatrice Elisabetta Belloni. Queste presentazioni ci restituiscono l’immagine di una leadership molto consapevole della necessità di rafforzare la propria centralità nel contesto europeo della ricerca e dell’innovazione, tramite la fattiva partecipazione a (e finanziamento di) iniziative  multilaterali.  Il trattamento e la gestione dei dati, l’agroalimentare e i cambiamenti climatici sono emersi come i settori tecnologici su cui concentrare sforzi di collaborazione internazionale e di diplomazia scientifica bilaterale.

Diplomazia Scientifica e Scienza Diplomatica. Come sottolineato in apertura dall’Ambasciatore Angeloni, parlare quest’anno di diplomazia scientifica ha un valore aggiunto che deriva dalla profonda consapevolezza che sfide globali, come l’emergenza sanitaria in corso, richiedano soluzioni condivise su scala mondiale, interventi perseguibili solo attraverso uno sforzo continuo in termini di cooperazione da parte della comunità scientifica internazionale. L’Ambasciatrice Belloni ha inoltre evidenziato che quest’anno l’Italia è impegnata in diversi appuntamenti che la vedono centrale nel panorama globale su temi come lo sviluppo sostenibile. Il nostro Paese infatti assumerà la presidenza del G20 e condividerà la responsabilità con il Regno Unito dell’organizzazione della COP26 (la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici). Per questo quindi, lo sforzo fatto dagli addetti scientifici presso le Ambasciate e i Consolati rappresenta un’attività indispensabile. Da un lato per far si che il mondo della ricerca, della scienza e della tecnica si incontrino anche attraverso i classici canali diplomatici dotati di quella capacità negoziale e di sintesi che è propria dell’attività diplomatica stessa. Dall’altro per affermare il valore della ricerca scientifica italiana all’estero, favorire il dialogo tra le diverse realtà di ricerca e sostenere la competitività delle nostre imprese tecnologiche e innovative.

Più addetti scientifici in giro per il mondo. L’iniziativa della Farnesina di aumentare il numero degli addetti scientifici del 30% portandoli da 29 a 37 si muove nell’ottica di un rafforzamento sia della diplomazia scientifica italiana che della capacità del sistema paese di sostenere l’impegno nei mercati esteri del tessuto imprenditoriale tecnologico e innovativo. Questo aumento interesserà paesi e territori nevralgici per la creazione di partnership scientifiche ed economiche per i settori strategici italiani. Come indicato dal Ministro Di Maio infatti, saranno rafforzate soprattutto le partnership europee, la nostra presenza negli Stati Uniti con particolare attenzione al Texas, cuore pulsante dell’aerospazio, e a Boston sede di alcune delle più prestigiose università del mondo. Altro impegno forte sarà quello che vedrà presenti i nostri nuovi addetti in Africa sub-sahariana, sia orientale che occidentale, con un impegno chiaro per favorire lo sviluppo economico e tecnologico dei paesi africani. Da questa fotografia emerge chiaro l’impegno della nostra scienza diplomatica di porsi come volano delle realtà economiche italiane più innovative in settori chiave per l’economia quali aerospazio, scienze della vita, robotica, materiali avanzati e sostenibilità energetica e agroalimentare. Partendo da queste eccellenze italiane, ha ribadito ancora l’Ambasciatore Angeloni, l’impegno che deve vedere protagonisti i nostri addetti sarà soprattutto volto ad un’attività di promozione e supporto dell’export, della cultura e dell’innovazione targati Made in Italy.

Il coinvolgimento dell’Italia nella dimensione sovranazionale. La ricerca è un’attività collettiva e quindi oggi più che mai bisogna muoversi sinergicamente verso obiettivi largamente condivisi. Avere una rete diplomatica forte ed una diplomazia scientifica più capillare aiuterà il nostro Paese a mantenere un ruolo di rilevanza e centralità anche e soprattutto nelle iniziative multilaterali e non solo bilaterali. Infatti, molte delle sfide che il nostro sistema scientifico, tecnologico ed innovativo si trova ad affrontare sono globali e coinvolgono numerosi attori istituzionali e privati. L’Unione Europea resta il nostro quadro di riferimento per la comunità scientifica nazionale. Le opportunità rappresentate da programmi come Horizon Europee Next Generation EU dimostrano che ogni ricercatore e innovatore europeo debba guardare alla dimensione continentale per identificare quelle risorse e collaborazioni per avventurarsi nelle esplorazioni più avanzate.

Come ricordato poi dalla Ministra Pisano, l’Europa con il 7% della popolazione mondiale è responsabile per il 24% della spesa globale in ricerca scientifica. La vera sfida però è anche riuscire ad accedere alla crescente quota di conoscenza prodotta al di fuori dell’Unione e questa sfida si vince solo attraverso un presidio di standard e piattaforme tecnologiche globali. Proprio in quest’ottica, ha ricordato il Ministro Pisano, l’Italia è membro fondatore della partnership globale sull’intelligenza artificiale (GPAI). Questo network ha lo scopo di potenziare la ricerca globale in termini di intelligenza artificiale promuovendone le applicazioni in campo commerciale. Un coordinamento in settori strategici e delicati come l’intelligenza artificiale ribadisce l’importanza di una scienza diplomatica che medi un utilizzo ed una gestione responsabile dell’intelligenza artificiale fondata sui diritti umani. Pisano ha  evidenziato che il network sia al lavoro su quattro pilastri fondamentali: intelligenza artificiale responsabile, gestione dei dati, futuro del lavoro, innovazione e commercializzazione. Sulla stessa scia si inserisce la partecipazione italiana all’iniziativa GAIA-X. Questa federazione mira a creare un’infrastruttura di tecnologie per la gestione di dati e servizi cloud sviluppati dall’Europa per l’Europa. A questa federazione partecipano 28 tra le principali aziende italiane, che insieme a circa altre 150 realtà partner lavoreranno per promuovere standard condivisi per la realizzazione di infrastrutture digitali tra paesi europei. Questi standard devono garantire la sicurezza dei dati e dei servizi, la trasparenza e l’interoperabilità dei sistemi ponendo le basi per un ecosistema digitale fondato su regole e valori europei.

Nota a margine. Durante la conferenza sono state premiate due eccellenze italiane all’estero. Con il “Premio della Farnesina ‘L’Innovazione che parla italiano’” per la creazione di start-up tecnologiche all’estero è stato premiato il Prof. Silvio Micali (MIT) per la sua start-up Algorand, mentre la Dott.ssa Alessandra Fanciulli (Università di Innsbruck) è stata insignita del “Premio Italian Bilateral Scientific Cooperation Award 2020”. Ai vincitori le nostre congratulazioni per gli importanti traguardi raggiunti nel campo della ricerca scientifica e dell’innovazione.

Di Alberto Di Minin e Antonio Crupi