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Lezioni di innovazione con Massimo Debenedetti

Dal rombo di un motore al varo di una nave. Sempre leggendo il mondo dei trasporti, siano essi su gomma o navali, attraverso le lenti della fisica.

Massimo Debenedetti è, infatti, anzitutto un fisico teorico. Ha lavorato in Fiat per vent’anni focalizzandosi su R&D e pianificazione strategica nel settore automotive. Dal 2012 è Corporate Vice-President for Research & Innovation in Fincantieri – che oltre a essere un business globale è la più antica azienda di costruzioni navali al mondo – e Adjunct Professor alla Luiss, dove insegna Innovazione. Fincantieri, una delle aziende partner dell’Executive Master MIND – la nuova offerta formativa della Scuola Sant’Anna di Pisa in partnership con lo Stanford Center for Professional Development – mette a disposizione due borse di studio dedicate ai futuri allievi del Master.

THINK LOCAL, ACT GLOBAL. Il modello di business conta, e Massimo Debenedetti lo sa bene. Il passaggio da Fiat a Fincantieri, ad esempio, ha richiesto un radicale cambiamento di prospettiva.

“Mentre l’automotive è un modello business-to-consumer (B2C) – racconta Debenedetti in un’interessante conversazione avuta durante le Innovation Restart Chats organizzate nell’ambito del Master Mind – quello delle costruzioni navali è un modello business-to-business (B2B). I clienti di Fincantieri non sono gli utilizzatori, occorre quindi capire i bisogni dei propri clienti, ma tenendo in mente anche quelli degli utilizzatori finali. Stiamo cercando sistematicamente di comprendere in anticipo i bisogni degli utilizzatori, per sviluppare soluzioni tecnologiche da proporre ai nostri clienti. Di fatto il nostro è un modello di business B2B2C”.

Pensare locale ed agire globale è determinante per molte imprese italiane di successo. “Se pensiamo a Fincantieri – spiega Debenedetti – l’headquarter è in Italia, così come lo sono il Design Department e l’R&D Department. Eppure, agiamo a livello globale”.

Secondo Massimo Debenedetti, le aziende italiane che hanno un grande successo all’estero, hanno tendenzialmente come denominatore comune la “testa” in Italia.

INNOVAZIONE È CREAZIONE DEL VALORE. Massimo Debenedetti ricorda questa importante lezione, imparata dall’innovatore Giancarlo Michellone.

“Un’azienda – ama ricordare – ha bisogno di due ingredienti per una ricetta di innovazione di successo: il primo è la strategia, cioè definire cosa si vuole portare sul mercato; il secondo sono processi in grado di trasformare la strategia in azione. Innovazione significa creazione del valore, è cruciale creare valore dall’innovazione”.

Massimo procede spiegando le maggiori sfide che l’azienda sta affrontando. In particolare, Fincantieri ha costruito la sua strategia innovativa su cinque solidi pilastri: green ship per ridurre le emissioni e aumentare l’efficienza; smart ship per rendere le cabine più smart possibili per i passeggeri e per l’equipaggio; autonomous ship per rendere le navi autonome; smart offshore infrastructure per affrontare al meglio la sfida del decommissioning delle infrastrutture; smart yard per applicare sistematicamente l’approccio Industria 4.0 nelle operation con l’obiettivo di migliorare la produttività, l’efficienza e la sicurezza.

L’IMPLEMENTAZIONE È CRUCIALE. Secondo Debenedetti, ancora, l’approccio attraverso cui si implementa la strategia innovativa è fondamentale per passare dalla teoria alla pratica. “Il 60-80% del valore viene dai fornitori. La chiave per un’azienda è capire come estrarre il valore creato dai fornitori, utilizzare la tecnologia per aumentare il valore che l’azienda è capace di creare o catturare nella catena del valore”, sottolinea Debenedetti.

Fincantieri fa delle connessioni tra fornitori e partner di ricerca uno dei suoi punti di forza. Fincantieri parte dai bisogni, individua delle funzioni necessarie a bordo, individua le relative tecnologie e infine identifica i fornitori o i partner di ricerca con cui collaborare.

PAROLA D’ORDINE ECOSISTEMA! Fincantieri guarda alla catena del valore della conoscenza con le lenti dell’open innovation. L’azienda interagisce con i centri di ricerca attraverso delle call4ideas finalizzate a identificare delle priorità cui la comunità accademica risponde proponendo idee che vengono successivamente analizzate e selezionate. Le idee vengono poi trasformate in progetti che, se di successo, vengono implementati. Guardando ai fornitori, invece, la logica è quella di partire dalla definizione di una roadmap tecnologica, per poi identificare i fornitori con cui collaborare per sviluppare le tecnologie attraverso progetti di ricerca e sviluppo comuni. Se pensiamo ai clienti, Fincantieri si confronta sistematicamente con loro per raccogliere riflessioni sul futuro dei loro business. Sulla base di queste riflessioni, quindi, definisce la roadmap e identifica le priorità in termini di ricerca e sviluppo.

Di Alberto Di Minin e Deepa Scarrà