4T contro tutti gli Ego-Sistemi dell’Innovazione

Il 4 ottobre presso il Politecnico di Torino si è tenuta la sesta edizione dell’evento 4T, il Technology Transfer Think Tank concepito e organizzato da Jacobacci & Partners, azienda di consulenza in materia di Proprietà Intellettuale e Industriale fondata nel 1872.

A un mese di distanza dell’evento, ritornati alle nostre attività quotidiane, vi raccontiamo qui i momenti più significativi della giornata.

Il 4T di Jacobacci è un evento piuttosto unico nel suo genere, almeno in Italia, e fin dalla prima edizione, organizzata nel 2014 presso il Kilometro Rosso di Bergamo, è stato accolto con favore dalla comunità del settore, rappresentando un’occasione annuale di incontro e confronto tra addetti al Trasferimento Tecnologico di università e centri di ricerca pubblici e privati, professori, studenti, start-up, investitori, imprenditori e manager aziendali.

Quest’anno la discussione si è articolata sulle 4 dimensioni del Technology Transfer: tecnologia, tutela, mercato, risultato. Il programma, ricco di nomi molto interessanti, ha visto l’alternarsi di interventi personali, tavole rotonde e l’ormai immancabile “gallery walk” che quest’anno si è conclusa con il conferimento di un premio speciale offerto da Talent Garden alla start-up selezionata da pubblico e comitato scientifico.

La giornata si è aperta con i saluti degli organizzatori e partner più stretti: la Prof.ssa Giuliana Mattiazzo, Vice Rettrice per il Trasferimento Tecnologico del Politecnico di Torino, il neo-eletto Rettore dell’Università di Torino, Prof. Aldo Geuna, Nicoletta Marchiandi della Camera di Commercio di Torino e infine Enrica Acuto Jacobacci, CEO Jacobacci & Partners.

Per questo follow up sull’evento abbiamo scelto di partire proprio dalle 4 dimensioni del Technology Transfer oggetto del titolo della giornata. Vediamole insieme.

TECNOLOGIA

I contributi che hanno toccato prevalentemente il tema tecnologico sono stati numerosi, e fra questi in particolare le relazioni di Emanuela Barbi, Technology Transfer Manager CTIO Leonardo e di Fabio Paradisi, Innovation Manager di Sirti.  Due aziende importanti, una grande impresa del manifatturiero (e non solo) italiano e uno storico produttore di infrastrutture per le telecomunicazioni, oggi impegnata prevalentemente nella gestione di progetti complessi in qualità di system integrator.

Presentando diversi casi di studio, ci hanno ricordato che il technology transfer è un processo che avviene anche tra imprese e sempre più spesso diventa occasione di collaborazione tra grandi aziende e PMI. Il TT dunque come filiera che coinvolge molti attori diversi (technology brokers, technology advisors, consulenti brevettuali e altri) al fine di condividere il rischio insito nei processi di sviluppo e innovazione.

Per quelle innovazioni che hanno la tecnologia al centro, inoltre, il tema della certificazione è centrale e deve essere gestito tramite il ricorso a competenze specializzate.

Anche l’integrazione tra diverse tecnologie è importante, come testimoniato dal caso di Sirti. Qui, infatti, si è partiti dall’adozione di una prima idea tecnologica, sulla quale sono state fatte convergere altre sei tecnologie provenienti da altrettante start-up, per ottenere un prodotto finale con più ampie possibilità di mercato.

Per abilitare la convergenza e l’integrazione delle tecnologie queste devono essere condivise. A questo proposito, oggi rivestono sempre maggiore importanza iniziative come i portali creati da Leonardo per promuovere all’esterno i propri brevetti trasversali, o come il portale www.knowledge-share.eu di cui ci ha raccontato Francesco Morgia, Dirigente Affari Generali e Comunicazione, UIBM – MISE. Nato da un’idea del Politecnico di Torino e sviluppato con il supporto di Netval, il sito racconta con linguaggio semplice e immediato i contenuti delle tecnologie brevettate da università, ospedali e centri di ricerca pubblici italiani, al fine di identificare partner per la loro industrializzazione.

TUTELA

Spesso le PMI faticano a trovare il proprio spazio nel mondo dell’innovazione, ma questo non è certo il caso di Gianluigi Viscardi, CEO di Cosberg.

Durante la tavola rotonda condivisa con giganti come Pirelli e Ansaldo Energia e istituzioni di prestigio come il Politecnico di Milano, Gianluigi ha conquistato il pubblico, che gli ha riservato il più spassionato applauso della giornata, raccontando con lucidità e distacco notevoli la recente storia della sua azienda, nella quale l’aspetto della tutela ha giocato un ruolo centrale nella creazione di valore.

La sua storia si può riassumere con lo slogan che sentiamo spesso nel mondo del TT: “rendere tangibile l’intangibile”. Un ossimoro (e di ossimori nell’innovazione ne vediamo tanti..) che spiega molto bene quello che ha saputo fare Viscardi.

Quando, alcuni anni fa, un investitore si fece avanti per acquisire la sua impresa e a lui già si prefigurava una pensione anticipata, capì che l’unico vero asset aziendale era proprio lui stesso, con il suo know-how.
Ma il know-how è, per definizione, difficile da trasferire e ancor più da mettere a bilancio, e quindi va “materializzato”. Ecco allora che i processi di codifica della qualità, la brevettazione e, in generale, l’attenzione alla tutela delle idee diventano un aspetto centrale della strategia di TT, innovazione e crescita dell’azienda, anche (o forse ancor più) se piccola.

La tutela è naturalmente anche uno degli aspetti di centrale rilevanza per gli investitori che scommettono su progetti provenienti dal mondo universitario.  Lo ha testimoniato Andrea Marcello, Mandate Manager dello European Investment Fund, che ha fatto il punto sui lavori della piattaforma Itatech, giunta ormai a conclusione di una prima fase, con l’allocazione dell’intero budget disponibile e la costituzione di 5 nuovi fondi di investimento che operano sul mercato nazionale con la specifica missione di investire sui progetti provenienti da università e centri di ricerca.

Lo ha confermato anche Roberto Tiezzi, Head of Technology Transfer Office Politecnico di Milano: i progetti e le iniziative più interessanti su cui investire individuati dal fondo Poli360 (uno dei 5 di Itatech), come il concorso di idee “switch2product”, mettono al centro la tutela degli IP.

MERCATO

Cosa vuol dire, innanzi tutto, mercato nel contesto di un processo di TT?

Ce lo domandiamo, rendendoci conto che in effetti può voler dire almeno due cose diverse. Da un lato, come negli esempi di Leonardo, Sirti e nei racconti dei rappresentanti dei Competence Center nazionali, che hanno preso parte alla tavola rotonda del pomeriggio portando soprattutto la visione delle PMI, vuol dire mercato di sbocco per i prodotti e i servizi innovativi.

Ma se si guarda alla filiera completa del TT, dal punto di vista delle università e centri di ricerca pubblici e privati, il mercato è rappresentato dalla domanda di nuove tecnologie in cerca di applicazione (approccio “technology push”) e dai bisogni non soddisfatti di innovazione tecnologica del mondo industriale (approccio “demand pull”), nonché dalla disponibilità di capitali per il finanziamento di nuove start-up e spin-off universitari.

Sergio Lasca, Head of IP – Patents & Know How di Pirelli, declina bene uno di questi scenari attraverso il caso di Pirelli, azienda leader nel proprio settore che si confronta con competitor a livello mondiale molto più grandi e con maggiori risorse interne per l’R&D. Per Pirelli dunque la strategia vincente per competere sta proprio nel TT, nella capacità di fare leva sull’ecosistema di aziende partner più grandi e più piccole e di collaborare con i centri universitari, offrendo loro un perfetto mercato di sbocco per le proprie competenze e tecnologie.

Il mercato naturalmente guida, a ritroso, anche la tutela e la tecnologia, ed Emanuela Barbi di Leonardo ha sottolineato l’importanza, per un’organizzazione a forte base tecnologica, di avere costantemente sotto controllo il proprio portafoglio di tecnologie. In un contesto in cui i mercati sono in continua evoluzione e i tassi di obsolescenza tecnologica in costante ascesa, è essenziale impostare e gestire processi di monitoraggio a supporto della strategia IP, anche per trasferire le tecnologie non più rilevanti per il proprio business.

RISULTATO

Il risultato del TT è senza dubbio quello di generare impatto attraverso il trasferimento delle tecnologie e delle conoscenze generate e questo si realizza solo se qualcuno – il mercato – è disposto a riconoscere valore in ciò che gli si propone. Enrico Rovere, Managing Director, Valuation Advisory Services di Duff & Phelps, ha illustrato molto bene questo concetto con un gioco di parole interessante. Dice infatti che la valorizzazione mette insieme “i 2 inv“, gli inventori e gli investitori. La valorizzazione è il linguaggio comune che permette di avvicinare questi due mondi, che nascono piuttosto distanti, e in questo la disponibilità di competenze specializzate serve a completare la filiera e contribuisce ad abilitare il processo di TT.

Il tema delle competenze, non solo per la valorizzazione, è stato poi enfatizzato anche negli interventi di Roberto Tiezzi e Francesco Morgia. Quest’ultimo ha spiegato come le azioni dell’UIBM-MISE stiano puntando a contribuire allo sviluppo del Paese attraverso iniziative come il bando per il supporto alla crescita degli uffici di TT delle università italiane: dati alla mano, negli ultimi 3 anni si è passati da una media di circa 4 impiegati per ciascuno a 6.

Vale forse la pena di notare come il TT divenga anche un contesto di convergenza di interessi apparentemente distanti. Ad esempio il Ministero dello Sviluppo Economico è diventato contributore e partner del Ministero dell’Università e di quello della Sanità, a cui riferiscono gli ospedali universitari, per promuovere lo sviluppo sociale della nazione e la crescita delle imprese.

Enrico Luzzatto, Senior Advisor European Patent Academy EPO, ha ricordato l’impegno e le iniziative attraverso cui l’EPO sostiene lo sviluppo di competenze in materia di IP, al servizio delle istituzioni e imprese europee.

In fondo lavorare per lo sviluppo delle persone e delle loro competenze, ben utilizzabili per migliorare i processi di TT, ma non solo, non è forse il più importante dei risultati?

A proposito di risultati: pubblico in sala e comitato scientifico hanno premiato Waterview come migliore start-up dell’evento.
Spin-off del Politecnico di Torino, Waterview utilizza tecnologie rivoluzionarie in un ambito a forte impatto sociale, unendo l’utilizzo di big data, immagini e sensori smart per fornire un monitoraggio meteorologico “intelligente” con funzioni preventive (prevedere precipitazioni nevose e/o grandinate, tracciare l’andamento delle temperature, presenza di nebbia e superfici bagnate o nevose ecc.) a enti locali, società che gestiscono reti stradali e infrastrutture, nonché aziende che operano nell’ambito energetico.

Paola Allamano, CEO di Waterview, ha ricevuto in premio da Alessandro Rimassa, Chief Product Officer and People&Culture Director di Talent Garden, l’umarell, concept che sta spopolando negli spazi di co-working italiani.

In conclusione, la giornata del 4 ottobre al 4T è stata ricchissima di appuntamenti e di spunti di riflessione. Esponenti di spicco delle più grandi aziende italiane ad alto contenuto tecnologico si sono confrontati con le PMI più innovative e con giovani e promettenti start-up. Rappresentanti di prestigio delle università e dei politecnici hanno esposto i propri progetti, mentre i competence center che operano su tutto il territorio nazionale hanno spiegato come è possibile supportare le PMI nel processo di innovazione, anche grazie ai bandi che usciranno nel prossimo futuro.

Eventi come questo rappresentano uno stimolo e un tavolo di confronto interessante, nonché un possibile strumento per riuscire a superare quella che abbiamo definito come la sindrome degli egosistemi.

Di Alberto Di Minin e Shiva Loccisano